Sono state esposte nelle scorse settimane, per la prima volta, alcune delle monete rinvenute nel sito dell’antico Tempio di Gerusalemme distrutto dai Romani. Si tratta di circa settanta esemplari, recanti visibili tracce di bruciatura, trovati presso un’antica strada ai piedi delle fondazioni dell’importante luogo di culto ebraico e che, a detta del curatore dell’esposizione Hava Katz, “restituiscono un’idea fedele della circolazione monetaria nell’area del Tempio attorno al 70 dopo Cristo”. Le monete sono state rinvenute all’interno dei resti di un contenitore in vetro; alcune erano del tutto fuse, altre quasi irriconoscibili e parzialmente carbonizzate. “Una testimonianza drammatica della tremenda distruzione di cui fu oggetto Gerusalemme nel I secolo dopo Cristo”, ha commentato Gabriela Bijovsky, esperta numismatica israeliana. Le “monete del Tempio” sono state esposte nel Giardino archeologico di Gerusalemme, all’interno di una più ampia mostra dedicata ai rinvenimenti numismatici effettuati nel Paese nel corso degli ultimi trent’anni. Monete ebraiche, romane, musulmane, crociate che testimoniano, secondo i curatori, il carattere cosmopolita e l’importanza della città per le tre grandi religioni monoteiste.

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