Quasi in contemporanea, tra fine novembre e inizio dicembre, sono stati presentati due volumi dedicati alla zecca di Pisa. Il primo, dal titolo Pisa gloriosa. Le monete della zecca di Pisa, è opera della dott.ssa Franca Maria Vanni e, iniziando con l’età longobarda, affronta l’intera monetazione pisana fino alla caduta della città, nel 1509, sotto la dominazione fiorentina. Un capitolo a parte, inoltre, affronta la monetazione medicea coniata a Pisa per i commerci con il Levante. Basato sull’analisi di 14 collezioni pubbliche e 4 collezioni private, questo aggiornato corpus sulla monetazione pisana ha preso in esame una base di circa 5.000 esemplari.

Il volume della dott.ssa Monica Baldassarri, invece, frutto di anni di
ricerche numismatiche, storiche e archivistiche, si intitola Zecca e
monete del Comune di Pisa. Dalle origini alla Seconda Repubblica. Vol. 1
e rappresenta un’approfondita monografia nella quale, oltre al
repertorio dei tipi, trovano spazio ampie sezioni sulle problematiche
della circolazione monetaria e della produzione all’interno del contesto
storico-economico della città toscana.
Entrambe le opere saranno presto recensite ne Lo Scaffale di Cronaca
Numismatica; fin da ora, tuttavia, non si può che apprezzare questo
“risveglio” degli studi sulla monetazione pisana, una tra le più
complesse e affascinanti del panorama italiano. Nella foto, un grosso
pisano a nome di Federico I imperatore (1155-1312) passato in asta Nac
57 (dalla Rete).
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